RUBRICA COSTUME
E SOCIETA’
di Fedele
Di Francisca
Questa poesia,
dal titolo “ LA VELOCITA ’
“ è la versione
italiana della poesia in siciliano “A VUCULA” a suo tempo pubblicata
cito: “PAPA
WOITYLA, aveva la mia stessa malattia,
e quando
doveva dire l’omelia….”
Quando Maria Rosa usciva dalla scuola * LA
VELOCITA ’ (
A VUCULA ) * per
rientrare a casa, impiegava un’ora
se io
partivo da Catania,
e
facevamo la competizione……
vincevo
io, perché guidavo,
con
grande determinazione !
Se
facciamo la gara ora,
per andare nella stanza da letto
Maria
Rosa parte dalla scuola,
io parto
dal salotto
Lei
arriva prima, e Le resta tempo…
per
sistemare il letto !
Perché,
per camminare,
io devo faticare
e va
sempre…. a peggiorare
e come la
dobbiamo chiamare ?
V U C U L A
!
che è la
velocità, che dovrà avere
per come
si dovrà evolvere
a non mi
potere muovere.
Riuscirò
soltanto a guardare !
Ma quale
cibo propedeutico !
Di
accanimento terapeutico
non ne
dobbiamo parlare.
Servirebbe
soltanto a penare !
Lo ha
detto anche il CARDINALE
che di
Milano era il Principale
“Per
favore lasciatemi stare
che a Dio
devo tornare”
invece io
sono interessato
ad essere
per i dolori aiutato.
Per poter
l’anima restituire
senza tanto soffrire.
PAPA
WOITYLA, aveva la mia stessa malattia,
e quando
doveva dire l’omelia…
lo hanno
accompagnato davanti alla finestra
ma la
voce non esce, e gli si arresta
Mi è
piaciuto molto scrivere poesie
che mi
fanno dimenticare le malattie mie !
Ho letto
questa poesia alla moglie mia….
per farla
vedere a Dottori, Autorità, o chicchessia.
31/01/15 Fedele Di
Francisca
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