martedì 31 marzo 2015

ROBERTO E LA SUA FAMIGLIA

RUBRICA COSTUME E SOCIETA’
di Fedele Di Francisca

E’ stata una gioia, aprire il computer 
e trovare un messaggio di un amico che non sentivo da anni.
Grazie a facebook ci siamo ritrovati, e ricordando  
quel periodo,  si  rivivono quelle emozioni e sensazioni
e naturalmente dalla  emozione viene fuori l’ ispirazione :
ROBERTO E LA SUA FAMIGLIA
cito:  “Ha sposato una bella donna
          e Roberto continuamente si aggiorna”

La  Poesia la trovi su facebook a pagina Le poesie di fedele, e su blog
ROBERTO E  LA SUA FAMIGLIA

E bravo Roberto,
da uomo esperto
ha realizzato una famiglia……
di tutto rispetto

Ha sposato una bella donna….
e Roberto continuamente si aggiorna !
e figli continuamente sforna…….
e così la famiglia si forma !

Se continua così,
una squadra di calcio formerà
e una partita,
VILLAROSA / LICATA si farà .

Ho scritto con molta IRONIA, che ho messo io,
in verità, i figli sono Provvidenza e li manda DIO !

IAVE’ , che voi continuamente ossequiate,
e agli insegnamenti della Bibbia obbedite
frequentate la vostra chiesa assiduamente
eseguite le cose discusse continuamente !

e senza tralasciare i rapporti con l’ambiente !
il corso di piano,  Cristian lo inizia a settembre,
e già Gabriel, al secondo superiore è presente
e Mirian e Priscilla seguiti con fare suadente !

Roberto si innamorò di una ragazza brava
l’ho conosciuta quando  a Villarosa abitava
sempre qualche specialità di cucinato mi dava….
era bella la generosità e l’altruismo che mostrava.

Unica era la gentilezza di M. Carmela e Roberto,
con Roberto lavoravamo dentro casa e all’aperto
nel lavoro era diventato molto esperto………
ma per malattia mia, a chiudere costretto !                                               

I muratori di Catenanuova  dicevano:

Vero che i due elettricisti si somigliano in viso ?
adesso il mio racconto ti strapperà un sorriso !

e ora ti parlu in Sicilianu :


Tantu timpu fà, quannu Tu avivatu quasi 18 anni
iu mi truvava dintra, nun vuliva iri a nuddi banni
mi vinni a chiamari  ‘n’amicu di nomi Gianni….
vini ccu mì, siti uguali,Tu pari nu pocu cchiù ranni !

e fù  accussì ca ti canuscìu
e duppu anni, ccu ti’ travagliaiu  
e cu aviva a diri ca ‘nsimi avissimu statu
vo diri ca di accussì DIU aviva distinatu.!

Roberto ha una allegria, che è contagiosa
e tutta la famiglia, vive una vita serena e gioiosa
sono sicuro che tutta la famiglia è orgogliosa……
e raccoglie consensi e amicizie a  iosa !

ora basta avantamìnti,  ca si ‘nnacchiana troppu…
aiè   avantari a cu  fà  iri  avanti senza ‘ntoppu
chissu  a  da fari ora lu Pueta Fedeli……..
aiè parlari di cu iavi nu sorrisu duci cumu o meli !

ca iè M.Carmela, ca  bada a n’ esercitu di figli
ca  sapi chiddu ca sa da fari, di unni pigli pigli
fa Tutti  li surbizza, ma nun si scorda di pregari….
e li buni ‘nsignamenti………… sapi dari !


Lu Pueta scrivi chiddu ca senti ‘nti lu cori
e vi auguru ‘na vita serena e china di gioi
ccu chista frasi fazzu commiatu da Voi
e ca LU PRINCIPALI  aiuti sia a voi che a noi.                   

cCU affettu   Fedele Di Francisca  


NOTE   DELL’ AUTORE:
(La giornata ,non è di 24 ore, ma di 48 ore):

Non solo amano il calcio
Non solo vanno a mare
Non solo coltivano la spirtualità
Non solo vivono la realtà
Non solo Dio e le sue leggi  seguono
ma per giunta……….Recitano e Ballano.

MA CHE VOGLIAMO di PIU’ ?

con stima e affetto Fedele Di Francisca            

Villarosa (Enna) 28 marzo 2015                

lunedì 30 marzo 2015

"LA VELOCITA' (A VUCULA)

RUBRICA   COSTUME   E   SOCIETA’
di      Fedele    Di  Francisca

Questa  poesia,  dal  titolo  “ LA    VELOCITA’ “   è la versione
 italiana della poesia in siciliano “A  VUCULA” a suo tempo pubblicata

cito: “PAPA WOITYLA, aveva la mia stessa malattia,
e quando doveva dire l’omelia….”
 
La  Poesia completa la trovi su facbook a pag.” Le Poesie di Fedele” e su
blog
Quando Maria Rosa usciva dalla scuola               * LA   VELOCITA    ( A   VUCULA  )               per rientrare a casa,  impiegava un’ora
se io partivo da Catania,  
e facevamo la competizione……
vincevo io, perché guidavo,  
con grande determinazione !

Se facciamo la gara ora,
 per andare nella stanza da letto
Maria Rosa parte dalla scuola,   
io parto dal salotto
Lei arriva prima,  e Le resta tempo…
per sistemare il  letto !

Perché, per camminare,
io devo  faticare
e va sempre….   a peggiorare
e come la dobbiamo chiamare  ?
                
             V U C U L A  !

che è la velocità,  che dovrà avere
per come si dovrà evolvere
a non mi potere muovere.
Riuscirò soltanto a guardare !

Ma quale cibo propedeutico !
Di accanimento terapeutico
non ne dobbiamo parlare.
Servirebbe soltanto a penare !

Lo ha detto anche il CARDINALE
che di Milano era il Principale
“Per favore  lasciatemi stare
che a Dio devo tornare”

invece io sono interessato
ad essere per i dolori aiutato.
Per poter l’anima restituire
senza  tanto   soffrire.

PAPA WOITYLA, aveva la mia stessa malattia,
e quando doveva dire l’omelia…
lo hanno accompagnato davanti alla finestra
ma la voce non esce, e gli si arresta                     

Mi è piaciuto molto scrivere poesie
che mi fanno dimenticare le malattie mie !
Ho letto questa poesia alla moglie mia….
per farla vedere a Dottori, Autorità, o chicchessia.


                                                             31/01/15   Fedele Di Francisca

martedì 17 marzo 2015

commento di ISORA E POESIA "ANTICA BRIVATURA"

PER RESTARE IN TEMA DI “SCECCHI”,  CON ENZO PROVINZANO
E’ PRONTA LA POESIA   “ANTICA   BRIVATURA”
COMMENTO DI ISORA TAGLIAVINI SU “ANTICA  BRIVATURA”
Credo, se non sbaglio, che la Brivatura, sia l'Abbeveratoio.
Mentre ti mando un abbraccio affettuoso, alcune parole sul tuo scritto:
                                                                                                                ======================
_ Come ognuno di noi, quando ha superato già molta parte del cammino della vita, comincia a guardare indietro al proprio percorso, Fedele Di Francisca  lo fa con le poesie.
_ A volte si vorrebbe cambiare qualcosa , ma il resto diventa vissuto da ricordare, anche se oggi può sembrare, e lo era, un vivere faticoso, ma in questi ricordi brilla la voglia di vivere, l'energia e il futuro lontano con sogni di possibilità senza fine.
_Fedele, in questa sua poesia racconta un episodio che rispecchia tutte le sensazioni suddette. Ritorna ai suoi sedici anni, e ci riporta dentro ad un modo di vivere di un passato duro anche per i ragazzi, specialmente in un paese dell'interno della Sicilia. Comunque i ragazzi si sentivano già responsabili e orgogliosi di ciò che riuscivano a fare.
 _ La poesia  è uno spaccato di vita agreste di quel tempo, che Fedele trasmette col linguaggio locale, agli adulti di oggi che erano ragazzi con lui e che oggi possono essere nel suo paese, o sparsi per il mondo, dove sono andati a cercare fortuna, e anche qualche giovane di oggi apprezzerà questi ricordi delle origini, come a volte guardiamo una vecchia foto e ci fa tenerezza. 
   _ Comunque, le poesie di Fedele Di Francisca resteranno nel tempo, e qualcuno, magari le studierà, per capire sia il linguaggio che la vita dei loro padri.
                                                        ISORA  TAGLIAVINI
Ringrazio Isora    PER   QUANTO SOPRA detto,  ed io aggiungo e voglio far notare l’affezione che il Villarosano aveva per la sua “antica brivatura”, era , nel suo piccolo, un punto di riferimento, i nostri antenati si incontravano accompagnati dagli animali, e in seguito  noi  ci si incontrava con le automobili , quando si veniva a prendere l’acqua con i bidoni,  per la cronica carenza d’acqua ,di cui Villarosa ha sofferto per un certo periodo. A VILLAROSA MANCAVA L’ACQUA NEI VARI QUARTIERI, ALLA  BRIVATURA CORREVA SEMPRE.    FEDELE  DI FRANCISCA
B 00 -  A N T I C A     B R I V A T U R A
Quannu  iu  aviva  16 anni,
nun  travagliava  a  nuddi  banni.
La  scola  aviva  finutu
e  iu  faciva  lu  sfacinnatu.

Ma  quannu  li  minnuli   addivintavanu  maturi
Si   avivanu   a  cutulari
nun  iè  ca  ci  putiva   iri  lu  ma  patri
cci   ivamu,  nuautri   frati .

La  campagna  iera  a  2  km  di  lu  paisi
oggi   si  cci  arriva   tisi, tisi
Ma  tannu   c’era  sulu  lu  viulu….
cco   periculu  puru  di  fari  un vulu !

cci   fu   n’annata  bona  di  raccoltu
Lu  prublema  nascì  ppi  lu  trasportu !
Ammucciavamu   li  sacchi  ccu  li  fraschi….
e  accussì  caminavamu   frischi    frischi .                                 

Si   aviva  a  pricurari   lu   mezzu   di  trasportu
L’unicu  ca   putiva  dari   n’apportu
Iera  chiddu  ca  da  seculi  dava  aiutu
E  lu  ma  patri,  a  n’amicu   addumannà  ‘stu  aiutu !

“Mi  fai  ‘na  cortesia,   ppi  la   sciccaredda” ?
“ Ma   certu,   iè   tantu   bedda “  !
L’indomani  matina  ni  susimmu  da  ura
 e   accumencia   l’ avventura :

La  prima  tappa  fu  propriu  a  Brivatura
Ieranu   li  6  di  matina,  e si  sintiva  la  friscura.
Dda  sciccaredda   pariva  ammaistrata
Soda  soda  si  va  a fari  ‘na  vivuta  !

Ma   cchi   iavi   siti   di   matina,  accussì  da  ura ?
No, quannu passa di  la Brivatura
intantu   si   fa  ‘na   vivuta in  compagnia,
e  si  nun   mi   firmu ….mizzica!   mi    quacìa !

L’acqua   iera   limpida  e  si  vidiva  ca  si  iva  arricriari
Quannu   fù   sodisfatta    accumincià   a   caminari
Arrivammu   ‘ncampagna    frischi,   frischi
e  pigliammu  li  sacchi ,  di  amminsu  a  li  fraschi
                                                                                                                             
Lu   prublema   accumincià   ppi   lu   ritornu
Ca   intantu   si   aviva   fattu   jurnu                                                1 /2
Lu  suli   iera   gà  caudu  di  stasciuni…..
E  si  misi  ‘ncapu   puru  lu   patruni

Ma  duppu  dui  passi  la   sciccaredda  si   ferma  li’
U  bellu  iè  ca  nun  vuliva  iri  né  davanti,  né  narrì
“No,  nun  vi  preoccupati,  voli  ca   scinnu   ì “   !
E   accussì   duppu   ca   scinnì,   la   scecca   ripartì .

C’era  di   fari   ‘na   muntata
E   la   scecca   ristà   bloccata  !
Ristammu  ccà ppi ‘na jurnata ?
                                                                                            
“Nun   vi   preoccupati, 
L’ acchianata …
La  voli   fari   arripusata.” !

Mah,  capitammu   la  scecca ………   “allittrata “ !

 Mi   ricordai   di   chista   avventura
Vidinnu   la   fotu   di   la   Brivatura
‘nti  la   fotu  si   vidi   chiaramenti
Ca  li   vìstii   rifiutanu  l’acqua   fitenti                         

L’acqua  iera  inquinata,  E  viniva   rifiutata !
e  L’antica  Brivatura,
o  pustu  di  esseri  disinfettata
 vinni   allavancata  !

Quannu   fù   ricostruita
La  forma  iera  cambiata
Ma  la  genti  iera  affezionata
A  la  forma  di  antica  data        

Iera   a   forma   di   piscina
Iera   circolari   e   iera   sempri   china
Si  cci   iva   da   tutti   i  lati
E   aviva   li   bordi   arrotondati

Iera bellu pinsari :

Ca  li   nustri   nanni   e   catananni
Avivanu   passatu  di  chista   Brivatura   ppi   200   anni
E   iera   cumu   ristari   spiritualmenti   uniti….
E   puru   chisti  sensazioni   sunu   stati   demoliti !

Ni   ì   a  finiri   cumu   a   la   chisa   di   S. CALO’
E   tuttu   finì   a   la   sampafò.
                                10 marzo 2015    Fedele  Di Francisca             2 /2








sabato 7 marzo 2015

S. CALOGERO E LA STATALE 121 E COMMENTO DI Isora

S.CALOGERO, e la Statale 121 di Fedele Di Francisca
Prima della costruzione della PA – CT, autostrada
una sosta era obbligata;
Villarosa era a metà strada…..
E si arricchiva di valuta pregiata

Era un paese allegro e in movimento
C’era molto fermento
Ogni mese c’era un festeggiamento
Ma per una tradizione è stato un tormento

Negli anni ’59 - ’60 Villarosa fu aggredita
Per sempre spariva un pezzo di storia…….
La chiesetta di s. Calogero fu demolita
che tento di scrivere, andando a memoria.

Salendo dal ponte di Caramanna
Il  terreno era dei Deodato
ci si incamminava lungo la campagna
e una chiesetta avevano addobbato

Costruita alla fine della salita
Una bella festa ogni anno alla stessa data
Qualcuno, avrà salvato la vita….
per la grande devozione che si era formata !

Si portava del pane a diverse conformazioni
Anche noi portavamo pane a forma di gamba
Per poter chiedere le guarigioni
Perché mia nonna paralizzata ad una gamba !

mettevamo il pane nella cesta.
C’era la banda, e si faceva la processione
Mia madre, ci vestiva a festa
E questi erano momenti di aggregazione.

Tutto questo adesso è finito
Gli amministratori, non avevano capito
Che per tenere un popolo unito
Non bisogna togliere nessun … “rito”.
            

  Villarosa 19 maggio 2014  Fedele Di Francisca

Mi piace la descrizione che fai del tuo paese, e in particolare mi colpisce il fatto che per chiedere una grazia si portasse del pane con la forma di un arto o altro. Mi piace anche che tu dica che non si dovevano togliere i 'riti' perché servivano a tenere unita la gente. Credo che tu abbia ragione...oggi al posto dei riti c'è la TV, che tiene divise le persone poiché ogni famiglia ha la propria

martedì 3 marzo 2015

commento di isora tagliavinisu la poesia "L'uomo, la donna la famiglia" di Fedele Di Francisca

Commento   di    Isora  Tagliavini    alla  poesia   " L’UOMO, LA DONNA,  LA  FAMIGLIA "

Caro Fedele, finalmente  una  tua poesia in italiano!     Così la posso capire meglio.    Sei veramente,    nelle tue considerazioni,    LO   SPECCHIO  DI  MUTAZIONI  DELLA  SOCIETA’.

 Sono d'accordo con te,  le donne hanno acquisito più potere nella famiglia,   si sono spogliate dell'abito della sottomissione.    Reclamano indipendenza a gran voce!  
 L'uomo non sopporta questo stato di cose...capirai, era abituato da millenni   ad  essere il capo, quindi,   alcuni difendono la loro posizione con la forza,  i più stupidi!

 Credo che tutto questo sia dovuto all'indipendenza economica della donna, che ora si sente autosufficiente;    In questo modo, fino a quando c'è amore tutto va bene, quando si affievolisce,  si sfasciano anche le famiglie,   travolgendo valori, sentimenti,   educazione  e psiche dei figli.         

Non so come sarà il domani,     ma penso che,    come sono sparite delle civiltà del passato,    sparirà anche la nostra...  in ogni caso, il futuro sarà diverso dal nostro vissuto.
                                                                                                       Isora   Tagliavini


Poesia   "L'Uomo,  la Donna, la Famiglia"


L’ altra  sera   ho   visto  a   Porta  a  Porta
non  un  attore   tipo  “ Chi  se  ne  importa “
ma  era   un  attore  che  apporta……
mettendo  le  persone    nella    giusta   rotta

Si  trattava  del  grande  attore  Albertazzi    Giorgio
con  i  suoi  90   anni   e  i  capelli   di  colore   grigio
di   intelletto   è  un   campione
ed   è   rispettabile   la   sua   opinione.

Un   anno   fa   dicevo  alla  moglie   mia:
“Ma  possibile  che  in  TV ,  nessuno   ha  l’opinione   mia  ?
ci   voleva   Giorgio,  senza  alcuna  paura
a  dire,  con  sicurezza,    l’  opinione   sua

mi    chiama   mia   moglie:
Fedele,   stanno  dicendo    quello   che   tu   dici   da   anni
e   si  trattava  dei  delitti sulle  donne, 
 successi  negli  ultimi   anni.

Secondo   me,  e  quindi   secondo   Albertazzi
non è che  tutti  quanti  sono  diventati   pazzi
ma   è  dovuto   ad   un   attacco    improvviso   nervoso
derivato  dalla   condizione   dell’ uomo  ridotta  ad  uno  stato   pietoso.

Stiamo   vivendo   un   periodo   di   transizione
Nelle  famiglie  è  successo  una  silenziosa  rivoluzione
Le  donne  hanno  preso  in  mano   la   situazione….
vista   la   incapacità  dell’uomo   a  portare   soluzioni

La   donna  ha   una   marcia  in   più
e  a  l' uomo,  questa,   non  gli   va   giù  !
moltissimi   si   adattano,  che  sono  la   maggioranza
ma  alcuni    fanno  lotta   ad   oltranza !

e  secondo  me,  succede  alle  persone  con   poca  intelligenza
che  per  tutta  la  vita   dovranno   fare  penitenza
per  20   anni   e  più,  resteranno  in  galera…
e  ogni  anima  di    quelle  poverette,  ritorna   dove   era.

La   società  dovrà  essere    rieducata
alla  nuova   situazione  che  si  è  creata
e  dobbiamo    augurarci,  che  il  Signore   illumini  la   mente….
di   quelle  persone   labili   di   mente.

08/11/2014   Fedele    Di  Francisca