IL
RACCONTO DEL POETA
Isora Tagliavini scrive in occasione della poesia “IL
PASSEGGIO A VILLAROSA”
di Fedele Di Francisca :
IL
poeta
guarda indietro
e
i ricordi
ancora giovani
diventano….
sogni
perdono i
contorni
precisi
e diventano….
leggeri
come disegni ….
sulle nuvole
La
memoria
gli ricorda
un
paese
dove ogni
frammento di
vita
è
una storia
e
dove la storia
prende l’avvio
della strada principale
che vedeva
il passeggio
e qualche auto
Poi,il negozio
con le
arancine
di
cu è rimasto
il
ricordo
come un
profumo
oltre al
sapore
IL
poeta,
prende da
una nuvola
un
avvenimento,
un
nome,
e
mette in moto
la
nostalgia
descrivendoli…..
nei dettagli.
Isora Tagliavini 25/04/15
IL
PASSEGGIO A VILLAROSA
di Fedele Di francisca
Mi trovavo ad Enna, a piedi, e camminavo piano
ho sentito da qualcuno il richiamo ;
“Ma ditemi
una cosa,
Voi
siete di Villarosa “
?
Si, ma perché
ci ha chiesto
questa cosa ?
perché
chi cammina in
mezzo alla strada,
è di Villarosa .
Eravamo conosciuti nel
territorio Provinciale e Regionale
perché ci riferiamo alla 121, la Statale Nazionale.
la 121 CT – PA, attraversava l’intero corso, quindi tutto il paese
dove c’era il passeggio, in qualsiasi
mese.
Serviva a socializzare, e nei
negozi si andava a comprare
ma era un guaio, per le auto che dovevano attraversare !
E dire che l’Architetto ROSA CIOTTI
aveva progettato…
larghi marciapiedi, UNO
PER OGNI LATO
proprio per questo, la
persona che doveva
attraversare, RIMANEVA STRAMBA :
“
i marciapiedi vuoti,
e i VILLAROSANI, in mezzo alla strada “ !
Questa
usanza, è durata
fino agli anni
novanta
quando il
Villarosano aveva sia
la grossa auto,
sia la panda.
neanche
un’auto c’era nel
1960…..
due
auto a famiglia
c’ erano nel 1990.
Proprio
all’inizio del 1960, un
locale Ristorante/Trattoria, stile moderno, è nato.
Uscendo dal Cinema, era d’obbligo deliziare il palato
Questo Ristorante, nel paese è riuscito……
per merito delle Arancine, che la signora
Randazzo, aveva preparato.
Proveniva
dalla provincia di Messina,
dove è nata
l’ arancina !
per i ragazzi
era una prelibatezza …….
era meglio, che mangiare la pizza !
e anche se sono trascorsi più di cinquant’ anni…….
ancora funziona, a nome di Bognanno Giovanni !
e onore al Signor Randazzo, a cui va un ringraziamento “RANNI”
!
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Mi viene in mente una scena, che faceva
simpatia alla gente:
si presentava con
fare gentile e suadente…
con un bicchiere
in mano, si faceva il
giro dei tavoli, ogni tanto….
se i clienti gradivano il contenuto dicendo: “UN
PO’ di OLIO
SANTO” ?
Per i Palermitani
e Catanesi, la
sosta era obbligata,
considerato che Villarosa era a metà
strada.
tutti si
fermavano per una
scorpacciata !
Anche
i prezzi erano
alla portata ,
in
merito vi racconto
un fatterello, in maniera divertita :
Considerato che era a gestione familiare…..
il figlio Giacomo, compagno di scuola,
e amico mio, andava per aiutare.
Usciva
da scuola, e vestiva
i panni dei
camerieri..
e una volta,
come sempre, sono arrivati due
forestieri .
Possedevano
molto stile, ed erano
ben vestiti
tanto
che sembrava che
dovevano andare “A LI
ZITI”.
Tutti
soddisfatti di quello
che avevano mangiato
si
complimentano e chiedono che il conto sia portato.
veloce
il mio amico
lo ha consegnato…
“Pensiamo che
ci sia qualche
cosa di sbagliato”
“Ma
qua sicuramente c’è sbaglio
o stiamo
ricevendo un abbaglio” ?
Giacomo chiama il padre: “il conto è giusto
Questi
sono i prezzi
di questo posto !
Allora
guardate cosa facciamo
il
conto è 1800
lire, e ci siamo
paghiamo
5000 lire, e ce ne andiamo
1800 è il
conto, e 3200 di mancia a Giacomo.
I
prezzi erano incredibilmente bassi……
e la
gentilezza onorevolmente alta
e
questo non soltanto
con amici e
parenti
ma ugualmente……..
con tutti i clienti .
Villarosa (Enna)
15 aprile 2015 Fedele
Di Francisca
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