lunedì 7 settembre 2015

U STAGNINU ALTAVILLA


RUBRICA    SOCIETA’ e PERSONAGGI
di  Fedele  Di Francisca

Questa  mattina  voglio  scrivere  di  un  mestiere
che  ormai  non  esiste  più,  ma  sopratutto 
del  personaggio  che  lo  svolgeva

U   STAGNINU   ALTAVILLA  (poesia  con  rima   alternata)

Era  doppiamente  nonnino
già  bisnonno  e  ancora  attivo
il  suo  mestiere  era  stagnino
il  miglior  modo,  per  sentirsi  vivo

La  bottega  era  vicino  lo  stradale
possedeva  tanta  simpatia
si  trovava  in  un  luogo  centrale
noi  ragazzi  non  volevamo   andar  via

Perché  non  volevamo  andar  via  ?
Bisognava  far   girare una  manovella
e,  togliendo  curiosità  a  chi  legge  questa  poesia
serviva  per  tenere  accesa  la  carbonella

Aveva  messo  fuori  una  fornacella
e  vendeva  gli  oggetti  che  lui  costruiva
lavorava  sempre  con  la  giornata  bella
mettendoci  sempre  tanta  inventiva

Caratteristico  era  il  cosiddetto  “Coppo”
Entrava  a  misura  nei  fichi  d’india,  in  un  colpo.

A  fare  altri  lavori  si  arrangiava
i  parenti  volevano  che  smettesse
ma  lui   l’uso  della  “Quadara”    utilizzava
e  le  risposte  erano  sempre  le  stesse

Nello  sposalizio  si  usava  fare  la  manciata
cucinava  una  pietanza  prelibata
intervenendo  con   tutta  la  "pignata"
deliziando  il  palato  dell’intera  brigata

Questi  artigiani  a  misura  d’uomo  sono  scomparsi
mio  padre,  per  scherzo  “Vecio”  lo  chiamava
e  lui  tranquillamente  senza  scomporsi
velocemente  rispondeva,  e  non  sonnecchiava

io  piccolo,  ero  incantato,  dal  suo  tutto  fare  e  dal   suo  io
non  sapendo,  che  da  grande,  mi  sarei  dato  da  fare,  anche  io.

con  rispetto  e  stima
Fedele  Di Francisca  A.D.  2015 

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