RUBRICA SOCIETA’ e PERSONAGGI
di Fedele Di Francisca
Questa mattina voglio
scrivere di un
mestiere
che ormai non
esiste più, ma
sopratutto
del personaggio che
lo svolgeva
U STAGNINU ALTAVILLA
(poesia con rima
alternata)
Era doppiamente nonnino
già bisnonno e
ancora attivo
il suo mestiere
era stagnino
il miglior modo,
per sentirsi vivo
La bottega era
vicino lo stradale
possedeva tanta simpatia
si trovava in
un luogo centrale
noi ragazzi non
volevamo andar via
Perché non volevamo
andar via ?
Bisognava far girare una
manovella
e, togliendo curiosità
a chi legge
questa poesia
serviva per tenere
accesa la carbonella
Aveva messo fuori una fornacella
e vendeva gli
oggetti che lui
costruiva
lavorava sempre con
la giornata bella
mettendoci sempre tanta
inventiva
Caratteristico era il
cosiddetto “Coppo”
Entrava a misura
nei fichi d’india,
in un colpo.
A fare altri
lavori si arrangiava
i parenti volevano
che smettesse
ma lui l’uso
della “Quadara” utilizzava
e le
risposte erano sempre
le stesse
Nello sposalizio si
usava fare la manciata
cucinava una pietanza
prelibata
intervenendo con tutta
la "pignata"
deliziando il palato
dell’intera brigata
Questi artigiani a
misura d’uomo sono
scomparsi
mio padre, per
scherzo “Vecio” lo
chiamava
e lui tranquillamente senza
scomporsi
velocemente rispondeva, e
non sonnecchiava
io piccolo, ero
incantato, dal suo
tutto fare e
dal suo io
non sapendo, che
da grande, mi
sarei dato da
fare, anche io.
con rispetto e
stima
Fedele Di
Francisca A.D. 2015
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